L’ipertensione arteriosa è una condizione ampiamente rappresentata nella popolazione mondiale. Essa rappresenta il più importante fattore di rischio per la comparsa di eventi cardio-cerebro-vascolari.

Numerosi studi clinici e metanalisi hanno dimostrato come la riduzione dei valori pressori nei pazienti ipertesi sia in grado di ridurre l’incidenza della cardiopatia ischemica e degli eventi cerebrovascolari.

Nonostante questi concetti siano ben chiariti dalle linee guida, a tutt’oggi, scarso è il controllo dei valori pressori a livello di popolazione generale. Le motivazioni di tale successo parziale sono da ricercarsi nella scarsa aderenza alla terapia e nell’inerzia nel modificare in senso più aggressivo le scelte terapeutiche. La terapia di combinazione precostituita potrebbe rappresentare un aiuto a limitare queste criticità.

Perché:

  • L’associazione razionale di più farmaci antipertensivi attraverso l’azione sinergica dei singoli componenti risulta essere maggiormente efficace nel controllo pressorio e più veloce nel raggiungimento del target prefissato.
  • Attraverso il meccanismo sinergico i dosaggi dei singoli componenti possono essere modulati per poter contenere efficacemente gli effetti collaterali.
  • La riduzione degli effetti collaterali si traduce in una migliore aderenza terapeutica.
  • L’affollamento terapeutico riduce l’aderenza.

 Quando:

  • La terapia di combinazione è indicata quando la monoterapia non normalizza i valori pressori.
  • Quando la PA iniziale è superiore a 160/90.
  • Quando la riduzione pressoria richiesta è superiore a 20/10 mmHg.
  • Nei pazienti a rischio cardiovascolare elevato.
  • Quando è necessario un controllo pressorio più rigoroso.

Come:

  • Gli studi ci suggeriscono come le associazioni razionali per ottenere quanto detto finora siano prevalentemente quelle tra farmaci inibitori del RAS e calcio-antagonisti o diuretici.
  • Quando gli obiettivi prefissati non saranno raggiunti da tali associazioni la triplice terapia di combinazione diventa la strada maestra: inibitore del RAS, diuretico e calcio-antagonista potranno rappresentare l’ideale soluzione

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